26 Giugno 2026
Come prevenire le truffe online eCommerce: attenzione ai nuovi rischi tra resi e falsi rimborsi

Come prevenire le truffe online eCommerce: attenzione ai nuovi rischi tra resi e falsi rimborsi

Con la crescita dell’eCommerce evolvono anche le minacce digitali. Se un tempo il rischio principale era legato alle carte di pagamento rubate, oggi le frodi online sono più sofisticate, sfruttano tecnologie avanzate e spesso si celano dietro comportamenti apparentemente legittimi, rendendo sempre più complessa la loro individuazione.

Dietro il calo delle frodi tradizionali si nasconde una realtà più complessa per il settore dell’eCommerce. È quanto emerge dal report Fraud’s Identity Crisis pubblicato da Adyen il 21 maggio 2026, basato sull’analisi dei dati raccolti attraverso la propria infrastruttura globale di pagamento e su un’indagine condotta presso grandi aziende statunitensi.

A una prima lettura, alcuni indicatori sembrano suggerire un miglioramento dello scenario. Nel corso del 2025, infatti, le perdite generate dai chargeback fraudolenti registrati sulla piattaforma si sono ridotte del 20%. Tuttavia, osservando il fenomeno da una prospettiva più ampia, emerge un’evoluzione delle strategie utilizzate dai soggetti fraudolenti piuttosto che una reale contrazione del rischio.

Nello stesso periodo il valore medio delle contestazioni illegittime è diminuito del 23%, un dato che suggerisce un progressivo spostamento verso frodi di importo più contenuto ma molto più frequenti. Invece di colpire con poche operazioni ad alto valore economico, i truffatori sembrano preferire attività distribuite su larga scala, caratterizzate da transazioni minori, più difficili da individuare e facilmente replicabili attraverso processi automatizzati.

Questa trasformazione contribuisce a spiegare perché le prospettive per il settore restino tutt’altro che rassicuranti. Le stime contenute nello studio prevedono infatti che il valore complessivo delle frodi nell’eCommerce possa superare i 100 miliardi di dollari entro il 2029, a fronte dei 44 miliardi registrati nel 2024.

L’aspetto più critico riguarda però il cambiamento degli attori coinvolti. Sempre più spesso le perdite non derivano da carte compromesse o da cybercriminali esterni che operano utilizzando identità rubate. A generare danni economici sono invece utenti autentici, profili verificati e clienti che, almeno in apparenza, presentano tutte le caratteristiche di un comportamento regolare. Una situazione che rende molto più complesso distinguere una transazione lecita da un abuso intenzionale dei sistemi di pagamento, di reso o di rimborso.

Tra i fenomeni che oggi destano maggiore preoccupazione per merchant, retailer e piattaforme digitali, alcuni richiedono particolare attenzione.


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First-party fraud

La cosiddetta first-party fraud si verifica quando è il cliente stesso ad abusare del sistema a proprio vantaggio. Non si tratta di un attacco informatico tradizionale, ma di comportamenti opportunistici che sfruttano le procedure commerciali dell’azienda.

Alcuni esempi includono:

  • Dichiarare di non aver mai ricevuto un prodotto regolarmente consegnato;
  • Richiedere un rimborso dopo aver utilizzato il bene acquistato;
  • Contestare un pagamento legittimo presso la banca emittente della carta;
  • Effettuare resi fraudolenti restituendo articoli diversi da quelli acquistati.

Questa tipologia di frode è particolarmente difficile da contrastare perché il cliente utilizza dati autentici e opera all’interno di processi perfettamente regolari.

Falsi declini

Un’altra criticità crescente è rappresentata dai cosiddetti false declines, ovvero i falsi rifiuti di pagamento.

In questi casi una transazione legittima viene erroneamente bloccata dai sistemi antifrode perché considerata sospetta. Sebbene non si tratti di una frode in senso stretto, il fenomeno genera importanti conseguenze economiche:

Per molte aziende il costo dei falsi declini può risultare persino superiore a quello delle frodi effettivamente subite, soprattutto nei mercati altamente competitivi.

Cybercrime alimentato dall’intelligenza artificiale

La diffusione delle tecnologie generative sta aprendo nuove opportunità anche per i criminali informatici. L’Intelligenza Artificiale consente oggi di automatizzare attività che fino a pochi anni fa richiedevano competenze specialistiche e tempi molto più lunghi.

Tra gli utilizzi più frequenti figurano:

  • Creazione di email di phishing altamente personalizzate;
  • Generazione automatica di recensioni false;
  • Produzione di documenti contraffatti realistici;
  • Simulazione di identità digitali attraverso immagini e contenuti sintetici;
  • Attacchi automatizzati su larga scala contro account e sistemi di autenticazione.

Il report evidenzia inoltre come queste attività tendano ad aumentare durante i momenti di maggiore traffico commerciale, come Black Friday, Cyber Monday, campagne promozionali e periodi di saldi stagionali. In queste fasi, l’elevato volume di transazioni rende più difficile intercettare anomalie e permette ai truffatori di mimetizzarsi all’interno del normale flusso operativo.

Il ruolo dell’AI nelle truffe online eCommerce

Come visto in precedenza, l’AI rappresenta oggi uno dei principali fattori di evoluzione delle frodi digitali. Secondo numerose analisi pubblicate da organizzazioni internazionali come l’Europol, il ricorso a strumenti di AI generativa sta abbassando significativamente la soglia di accesso al cybercrime.

Se in passato la realizzazione di campagne fraudolente richiedeva competenze tecniche avanzate, oggi software basati su modelli linguistici e strumenti di generazione automatica consentono di creare contenuti estremamente convincenti in pochi minuti. Email di phishing, messaggi di assistenza clienti falsi e comunicazioni commerciali fraudolente risultano sempre più difficili da distinguere da quelle autentiche.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda i cosiddetti deepfake. Grazie alle moderne tecnologie di sintesi vocale e generazione video, è possibile simulare l’identità di dipendenti, dirigenti aziendali o clienti per aggirare procedure di verifica e autorizzazione

L’Intelligenza Artificiale viene inoltre utilizzata per analizzare grandi quantità di dati sottratti durante precedenti violazioni informatiche, individuando schemi comportamentali e vulnerabilità che possono essere sfruttati in attacchi successivi. Questo consente ai criminali di sviluppare campagne sempre più mirate e difficili da rilevare.

Paradossalmente, la stessa tecnologia che alimenta nuove forme di frode rappresenta anche uno degli strumenti più efficaci per contrastarle. Le piattaforme di pagamento più avanzate stanno infatti investendo in modelli di machine learning capaci di identificare anomalie comportamentali in tempo reale, valutando centinaia di segnali contestuali che vanno ben oltre la semplice verifica della carta di pagamento.

Come proteggersi da truffe e frodi oggi?

La risposta proposta dal report Adyen parte da una considerazione fondamentale: il concetto stesso di frode sta cambiando. Le minacce non arrivano più esclusivamente dall’esterno dell’organizzazione, ma possono emergere all’interno delle normali relazioni commerciali tra azienda e cliente.

Per questo motivo i tradizionali sistemi di controllo basati su regole statiche rischiano di diventare insufficienti. Bloccare una transazione perché supera una determinata soglia di importo o proviene da una specifica area geografica non basta più per intercettare comportamenti fraudolenti sofisticati.

L’approccio suggerito dal report è quello del Dynamic Identification, un modello fondato sul concetto di trust scoring. In pratica, ogni interazione viene valutata attraverso un insieme dinamico di indicatori che contribuiscono a determinare il livello di affidabilità dell’utente.

Tra gli elementi che possono essere presi in considerazione rientrano:

  • Storico degli acquisti;
  • Frequenza delle contestazioni;
  • Modalità di navigazione;
  • Comportamento durante il checkout;
  • Dispositivi utilizzati;
  • Coerenza tra identità digitale e attività registrate nel tempo.

L’obiettivo non è soltanto individuare i soggetti a rischio, ma anche riconoscere rapidamente i clienti affidabili, riducendo i falsi positivi e migliorando l’esperienza di acquisto.

Per le aziende eCommerce questo significa adottare una visione più ampia della gestione del rischio. Le strategie antifrode non possono più limitarsi alla sicurezza dei pagamenti, ma devono coinvolgere processi aziendali trasversali come:

  • Politiche di reso;
  • Gestione dei rimborsi;
  • Programmi di fidelizzazione;
  • Customer care;
  • Procedure di contestazione;
  • Monitoraggio dell’esperienza cliente.

L’evoluzione delle minacce digitali sta modificando profondamente il modo in cui le aziende gestiscono il proprio business online. Non basta più proteggere le transazioni da attacchi esterni: diventa essenziale saper riconoscere tempestivamente i comportamenti anomali che possono nascondersi anche dietro utenti apparentemente affidabili. In questo contesto, la gestione del rischio incide direttamente sulle performance commerciali, influenzando ricavi, fidelizzazione dei clienti e marginalità.

Per le imprese dell’eCommerce, adottare strumenti capaci di coniugare sicurezza, fluidità dell’esperienza d’acquisto e controllo delle frodi rappresenta ormai una componente strategica per garantire crescita e sostenibilità nel lungo periodo. 


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