21 Gennaio 2026
Aprire e gestire una lavanderia automatica: consigli pratici e best practice per avere successo

Aprire e gestire una lavanderia automatica: consigli pratici e best practice per avere successo

Aprire una lavanderia automatica può rivelarsi un’idea di business con ampi margini di redditività. Se pianificato in modo strategico, questo modello di rendita rappresenta un’opportunità concreta per imprenditori che cercano un negozio scalabile e profittevole.

Perché oggi conviene aprire una lavanderia automatica

In un’era in cui le grandi aree urbane crescono, generando una impennata della domanda di nuovi servizi, una lavanderia automatica rappresenta l’emblema del “pay per use”, pagare solo per usare: si tratta di una soluzione comoda e rapida per l’utente ed in grado di massimizzare la redditività per chi investe nel progetto, specialmente per negozi di ridotte dimensioni.

Avviare una lavanderia automatica può risultare meno oneroso oggi con l’accesso agli incentivi messi a disposizione dal PNRR, che offre aiuti economici per modernizzare le lavanderie automatiche con attrezzature ecologiche, come macchine super efficienti (classe A+++ ) che riducono il consumo di acqua ed energia. Gli incentivi coprono fino al 40-50% dei costi per questi upgrade “eco-sostenibili” del parco macchine, rendendo la proposta attrattiva anche per ridurre i costi operativi.

Le macchine A+++ consumano, infatti, 0,4-0,6 kWh per ciclo di lavaggio-asciugatura contro 1,2-1,8 kWh dei modelli standard, il che significa che sono in grado di ridurre significativamente la bolletta energetica del 40-50% (ossia da 5.000-8.000 euro all’anno calcolati su una media di 8 macchine). I sistemi di recupero dell’acqua riducono inoltre il fabbisogno idrico del 45-70%, da 20-25 litri a 6-12 litri a ciclo, risparmiando 2.000-4.000 euro annui sul consumo d’acqua.

Lavanderia automatica, la rivoluzione dell’asset-as-a-service

Secondo McKinsey ci avviamo verso una direzione molto chiara, in cui i servizi emergenti saranno sempre più orientati a contenere i costi, basandosi su modelli centrati sull’effettivo impiego del servizio più che sul possesso di un bene. Una quota crescente di valore, sia per il cliente sia per l’imprenditore, sarà catturata tramite offerte di “asset-as-a-service“, ossia modelli di sviluppo del business dove i clienti pagano per ottenere un servizio invece di acquistare un prodotto.

Questo sistema, già ampiamente utilizzato dalle municipalità nelle diverse forme di mobilità urbana condivisa (car e bike sharing), evita a monte costi di gestione gravosi per l’utente, come le varie spese di manutenzione in caso di guasto.

Considerando la riduzione via via sempre più marcata del ciclo di vita di un prodotto, i costi altalenanti dell’energia e la tendenza ad offrire sul mercato apparecchi con obsolescenza programmata, una lavanderia automatica risponde perfettamente alle esigenze di oggi: disporre di un servizio ottimizzato ed efficiente quando serve e dove serve.

Le nuove tecnologie a disposizione per il monitoraggio da remoto e la digitalizzazione del servizio di pagamento, sono perfette per un negozio come questo, poiché automatizzano completamente il processo garantendo sia all’imprenditore sia all’utente un’esperienza fluida e rapida.


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Aprire una lavanderia automatica: requisiti normativi

Norme igienico-sanitarie impongono il nullaosta dell’ASL per avallare i requisiti specifici come la ventilazione, l’impianto a norma degli scarichi reflui e la gestione dei rifiuti chimici. Per la sicurezza si richiedono estintori, piani evacuazione e impianti certificati. In generale si devono soddisfare almeno questi tre macro requisiti:

  1. Ambientale: necessaria la comunicazione all’ARPA regionale per dichiarare le emissioni, in ottemperanza del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) aggiornato al 2025.
  2. Privacy e Sicurezza: rispetto delle direttive GDPR per quanto riguarda l’installazione di eventuali telecamere per il monitoraggio dell’uso in modalità self-service e ingaggio di un responsabile tecnico qualificato per le attività di manutenzione.
  3. Edilizio: il locale deve risultare conforme a normative urbanistiche comunali, che impongono una superficie di minimo 80 mq con accessibilità per i disabili (D.M. 236/1989).

Le pratiche burocratiche sembrano spesso uno scoglio insormontabile ma, grazie a soluzioni tecnologiche come le piattaforme digitali SUAP e ai dispositivi IoT per la compliance e il monitoraggio remoto, si accelerano drasticamente i tempi, liquidando questi adempimenti con i POS telematici per un avvio paperless in 30-60 giorni.

Aprire una lavanderia, tendenze e nuovi servizi richiesti

Le lavanderie automatiche registrano una crescita annua del 7-9% in Europa, trainata da Millennial e Gen Z. Un aspetto poco noto emerge da studi come quello condotto da Coin Laundry Association (CLA) in una survey del 2024, che mostra come il vero boom per una lavanderia automatica si debba all’implementazione di servizi extra, come:

  • Wash-dry-fold” per soddisfare anche i clienti più esigenti che vogliono solo lasciare i panni in lavanderia e passare a ritirarli puliti e piegati. Secondo lo studio, il 60% dei proprietari che ha offerto questo servizio ha visto i ricavi crescere, con incrementi del 16% e addirittura 44%. Questo valore aggiunto, insieme all’offerta di macchine automatiche per la distribuzione del detersivo o alle asciugature rapide, arrivano a coprire fino al 40% dei profitti totali;
  • Pagamenti cashless e mobile: il 55-79% delle lavanderie ora accetta carte, app e mobile pay, un salto enorme dal 30% del 2022. Le app di prenotazione o notifica remota delle macchine possono ridurre i tempi di attesa e semplificare l’esperienza del cliente. Questo non solo riduce le code, ma aumenta il numero di clienti del 20-30%, soprattutto tra millennial e Gen Z che rappresentano il 65% degli utenti self-service; la digitalizzazione dei pagamenti riduce inoltre il rischio di furti e consente un servizio fino a tarda sera;
  • Wi-Fi gratuito e TV in sala d’attesa: adottato ormai dall’70-80% delle lavanderie automatiche consente di alzare il livello di fidelizzazione portandolo al 70-80%: ciò significa che i clienti tornano perché si sentono comodi come a casa.

Dal punto di vista operativo, la survey sottolinea quanto sia importante puntare su servizi accessori di raccolta e consegna a domicilio e opzioni eco-friendly. A confermarlo un dato inequivocabile, che indica come il 75% delle lavanderie cresce proprio grazie a questi nuovi servizi facili da implementare e dai costi contenuti.

Costi per avviare una lavanderia automatica

In Italia l’investimento iniziale per avviare l’attività è relativamente contenuto e con un rapido ritorno sull’investimento a seconda della posizione strategica del negozio. Secondo dati aggiornati allo scenario attuale, basati su analisi di mercato reali, mettere in pista una lavanderia automatica richiede tra i 25.000 e i 100.000 euro in media, con punte fino a 250.000 euro per spazi ampi in aree centrali ad alto traffico. Tra le voci di spesa più impattanti, la maggior parte delle quali una tantum, bisogna considerare:

  • L’affitto del locale: dagli 800 ai 1.500 euro per 40-100 mq in contesti urbani, cifra che può superare oltre i 2.000 euro in zone densamente commerciali;
  • I costi fissi mensili di una lavanderia automatica si aggirano tra 1.700 e 3.000 euro, includendo affitto, utenze, assicurazione e manutenzione ordinaria;
  • Il consumo di energia e acqua: per una lavanderia automatica che conta in media 6-8 macchine, distribuite su una superficie di 80-120 mq, con 200-300 cicli al giorno, i consumi di energia e acqua rappresentano il 20-30% dei costi operativi annui, il che si traduce in una spesa tra i 12.000 e i 18.000 euro all’anno; un’opportunità sottovalutata è l’adozione di macchine a vapore, che riducono i consumi energetici del 50% rispetto ai modelli elettrici tradizionali, come evidenziato da Dry-Tech research, permettendo tariffe competitive a 3-5 euro per ciclo;
  • L’acquisto dei macchinari: questa è una delle voci che più pesano nell’investimento iniziale ed è compresa tra i 35.000 e i 70.000 euro per 4 lavatrici e 4 asciugatrici (con costi tra i 5.000 e i 12.000 euro per unità);
  • Gli adeguamenti strutturali: le spese di ristrutturazione e modifica strutturale per rendere il locale funzionale alle esigenze operative;
  • Le pratiche burocratiche (SCIA, permessi comunali, certificazioni impianti e consulenze fiscali) gravano dai 1.000 ai 5.000 euro, ma sono costi obbligatori per un avvio che rispetti la normativa;
    costi di marketing e lancio: 1.000-5.000 euro, se si includono anche i materiali pubblicitari e la cartellonistica vanno aggiunti dai 500 ai 2.000 euro;
  • Formazione e costi del personale: dai 1.000 ai 3.000 euro.

Una spesa ancora sottovalutata in un business plan per l’avvio di una lavanderia automatica è quella relativa ai costi di manutenzione. Più di un terzo delle chiusure infatti deriva da manutenzioni irregolari, non certo dalla bassa domanda. Per ovviare a questo inconveniente oggi esistono tecnologie predittive, come l’IoT, in grado di prevenire la quasi totalità dei guasti prima che sia troppo tardi, estendendo la vita utile delle macchine fino a 15 anni.

Indice di redditività di una lavanderia automatica

Posizionare la lavanderia automatica in aree ad alta densità residenziale, come complessi condominiali con locale lavanderia e campus universitari garantisce un ritorno medio sull’investimento del 25-35% entro il terzo anno, stando a una proiezione di analisti di settore.

Per massimizzare la redditività esistono però soluzioni semplici e alla portata di chiunque voglia avviare questa attività, come la semplificazione dei pagamenti attraverso tecnologie innovative che favoriscono l’operatività e l’efficienza, offrendo la possibilità di estendere gli orari di apertura 7 giorni su 7 dalle 7:00 alle 22:00.

Una lavanderia automatica che implementa soluzioni di pagamento NFC e QR code può aumentare i ricavi del 22% grazie a un target di utenti under 35 che ormai evitano quasi sempre i pagamenti in contanti.

Seguendo queste buone pratiche e adottando le tecnologie più all’avanguardia per la gestione dei processi, una lavanderia automatica può generare facilmente tra gli 80.000 i 130.000 euro annui netti, rappresentando un business scalabile che permette di pianificare un piano di rientro rapido in cui il punto di pareggio si raggiunge entro i primi tre anni.


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