25 Marzo 2026
Startup innovative e PMI innovative: differenze, requisiti e vantaggi

Startup innovative e PMI innovative: differenze, requisiti e vantaggi

In Italia è cresciuto il numero di imprese orientate all’innovazione e alla ricerca. In questo contesto si distinguono due modelli: startup innovative e PMI innovative, soluzioni pensate per sostenere la crescita e lo sviluppo tecnologico. Comprenderne le differenze è fondamentale per imprenditori e investitori che vogliono avviare o sviluppare progetti innovativi.

Startup innovative e PMI innovative: caratteristiche e requisiti

Per sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese basate su innovazione tecnologica e ricerca, nell’ordinamento italiano sono state introdotte due categorie giuridiche: le startup innovative e le PMI innovative. Pur condividendo alcune agevolazioni e finalità, si distinguono per requisiti di accesso, fase di sviluppo dell’impresa e caratteristiche strutturali.

Startup innovative

Le startup innovative sono state introdotte in Italia dal Decreto Legge n.179 del 2012 con l’obiettivo di favorire la nascita di imprese ad alto contenuto tecnologico e con forte potenziale di crescita. Si tratta generalmente di imprese giovani, orientate allo sviluppo di prodotti o servizi innovativi e spesso caratterizzate da modelli di business scalabili.

Per essere riconosciuta come startup innovativa, un’impresa deve soddisfare una serie di requisiti specifici previsti dalla normativa. In primo luogo deve essere costituita come società di capitali, anche in forma cooperativa, e non deve essere quotata in mercati regolamentati. Inoltre deve rientrare nella definizione europea di micro, piccola o media impresa. Tra i requisiti principali previsti dalla normativa italiana figurano:

  • L’impresa deve essere costituita da non più di cinque anni;
  • Deve avere sede in Italia oppure in un altro Paese dell’Unione Europea con almeno una sede produttiva o filiale nel territorio italiano;
  • Il valore della produzione annua non deve superare i cinque milioni di euro a partire dal secondo anno di attività;
  • L’impresa non deve distribuire utili;
  • L’oggetto sociale deve riguardare lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • L’impresa non deve essere stata costituita tramite fusione, scissione o cessione di azienda.

Oltre a questi requisiti, la startup deve possedere almeno uno dei seguenti tre criteri di innovatività:

  • Sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore della produzione;
  • Impiegare personale altamente qualificato, ad esempio dottori di ricerca o laureati magistrali in percentuali rilevanti;
  • Essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o software registrato.

Le startup innovative possono iscriversi in una sezione speciale del Registro delle Imprese e accedere a specifiche agevolazioni fiscali, normative e finanziarie. Inoltre, una volta maturate e superata la fase iniziale di crescita, possono trasformarsi in PMI innovative mantenendo parte dei benefici previsti dalla normativa.

PMI innovative

Le PMI innovative rappresentano il naturale sviluppo delle startup innovative o, più in generale, di quelle piccole e medie imprese che hanno già raggiunto una fase di maggiore maturità ma continuano a investire in innovazione tecnologica.

Questo modello è stato introdotto nel 2015 con il Decreto Legge n.3/2015 e si rivolge a imprese già consolidate che operano nei settori ad alta intensità tecnologica e di ricerca. A differenza delle startup innovative, le PMI innovative non sono soggette a limiti di età dell’impresa.

Per essere qualificata come PMI innovativa, l’impresa deve innanzitutto rispettare i parametri dimensionali previsti dalla normativa europea sulle PMI: meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro. Oltre a ciò, devono essere rispettati alcuni requisiti formali:

  • Essere una società di capitali, anche in forma cooperativa;
  • Avere sede in Italia oppure in un Paese dell’Unione Europea con una sede produttiva o filiale in Italia;
  • Avere l’ultimo bilancio certificato da un revisore o da una società di revisione;
  • Non essere quotata su un mercato regolamentato;
  • Non essere contemporaneamente iscritta alla sezione speciale delle startup innovative.

In aggiunta, per ottenere lo status di PMI innovativa l’impresa deve possedere almeno due dei seguenti tre requisiti di innovazione:

  • Sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
  • Impiegare personale altamente qualificato, come dottori di ricerca o laureati magistrali in percentuali definite dalla normativa;
  • Essere titolare o licenziataria di almeno un brevetto o software registrato.

Le PMI innovative possono iscriversi alla sezione speciale del Registro delle Imprese e beneficiare di una serie di strumenti di sostegno dedicati all’innovazione.


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Quali sono i vantaggi delle startup innovative?​

Il regime delle startup innovative è stato progettato per favorire la nascita di nuove imprese tecnologiche e ridurre gli ostacoli che spesso incontrano nelle prime fasi di sviluppo. Per questo motivo la normativa italiana prevede diverse agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative.

Uno dei principali vantaggi riguarda gli incentivi fiscali per chi investe nel capitale delle startup innovative. Investitori privati e società possono beneficiare di detrazioni o deduzioni fiscali sugli investimenti effettuati, favorendo così l’afflusso di capitale di rischio.

Un altro beneficio significativo riguarda la raccolta di capitali tramite equity crowdfunding, che consente alle startup di ottenere finanziamenti attraverso piattaforme online autorizzate. Questo strumento ha contribuito negli ultimi anni ad ampliare le possibilità di finanziamento per le imprese emergenti.

Le startup innovative possono inoltre accedere con maggiore facilità a programmi pubblici di finanziamento e incentivi dedicati all’innovazione, come misure nazionali di sostegno alla nuova imprenditorialità e al trasferimento tecnologico.

Dal punto di vista amministrativo, la normativa prevede anche alcune semplificazioni societarie e burocratiche, come procedure più snelle per la costituzione e la gestione dell’impresa, oltre alla possibilità di utilizzare strumenti di incentivazione per dipendenti e collaboratori basati su partecipazioni societarie.

Nel complesso, il regime delle startup innovative rappresenta uno strumento pensato per sostenere la fase più delicata del ciclo di vita di un’impresa tecnologica: quella della nascita e dei primi anni di crescita.

Quali sono i vantaggi delle PMI innovative?

Le PMI innovative, pur condividendo alcune agevolazioni con le startup innovative, si rivolgono a imprese che hanno già raggiunto una fase più avanzata di sviluppo e necessitano di strumenti per consolidare la crescita e rafforzare la competitività.

Uno dei principali vantaggi riguarda gli incentivi fiscali agli investimenti nel capitale delle PMI innovative, che favoriscono l’ingresso di nuovi investitori e il rafforzamento della struttura finanziaria dell’impresa.

Le PMI innovative possono inoltre accedere al Fondo di Garanzia per le PMI con procedure semplificate e gratuite, facilitando l’accesso al credito bancario. Questo strumento consente alle imprese di ottenere finanziamenti con minori garanzie richieste dalle banche.

Un ulteriore beneficio riguarda l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per alcuni atti depositati presso la Camera di Commercio, riducendo i costi amministrativi legati alla gestione societaria.

Anche le PMI innovative possono raccogliere capitale tramite equity crowdfunding, ampliando le opportunità di finanziamento e coinvolgendo investitori privati interessati a progetti tecnologici e innovativi.

In generale, il regime delle PMI innovative è pensato per sostenere imprese già strutturate che continuano a investire in ricerca e sviluppo, favorendo la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione.

Startup innovative e PMI innovative rappresentano due strumenti complementari dell’ecosistema imprenditoriale italiano dedicato all’innovazione.

La scelta tra questi due modelli dipende principalmente dalla fase di sviluppo dell’impresa, dal livello di maturità del progetto e dalla struttura organizzativa dell’azienda. Chi avvia una nuova iniziativa imprenditoriale innovativa potrà generalmente partire come startup innovativa, beneficiando delle agevolazioni previste per le fasi iniziali. Con il tempo, una volta raggiunta una maggiore stabilità e dimensione, l’impresa potrà evolvere in PMI innovativa e continuare a sfruttare gli strumenti di sostegno dedicati alla crescita tecnologica.

Comprendere le differenze tra queste due categorie è quindi essenziale per pianificare correttamente la strategia di sviluppo dell’impresa e sfruttare al meglio le opportunità offerte dal quadro normativo italiano.


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