Per i lavoratori autonomi che si trovano ad affrontare una significativa riduzione del proprio reddito, l’ISCRO rappresenta una misura di sostegno pensata per garantire maggiore continuità economica. Anche nel 2026 è possibile richiedere l’indennità, ma occorre rispettare specifici requisiti e le scadenze previste dall’INPS.
Cos’è l’ISCRO?
L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è una misura di sostegno al reddito destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che si trovano in una situazione di significativa contrazione dei propri guadagni.
L’obiettivo dell’indennità è offrire un supporto economico temporaneo ai professionisti che, pur continuando a svolgere la propria attività, devono fronteggiare una riduzione del reddito.
L’ISCRO è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 e prevista inizialmente in via sperimentale per il periodo compreso tra il 2021 e il 2023. La misura è stata successivamente resa strutturale, diventando uno strumento di sostegno destinato ai professionisti che possiedono i requisiti stabiliti dalla normativa.
L’indennità viene corrisposta per sei mesi consecutivi e decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Una volta ricevuta la prestazione, non è possibile presentare una nuova richiesta nei due anni successivi all’anno di fruizione.
Per il 2026, il servizio per inoltrare la richiesta è stato aperto il 15 giugno e resterà disponibile fino al 31 ottobre 2026, come comunicato dall’INPS con il messaggio del 15 giugno 2026, n. 1987.
Per quanto riguarda l’importo, l’ISCRO corrisponde al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti l’anno precedente a quello in cui viene presentata la domanda. Il calcolo tiene quindi conto della situazione reddituale del beneficiario nel periodo di riferimento stabilito dalla disciplina.
Scegli il POS giusto per la tua attività! Richiedi ora la nostra offerta Start a 0 costi fissi mensili e 0 costi di installazione ed attivazione. E in più recuperi il 30% delle commissioni sul transato. Richiedi ora
Chi può richiedere l’ISCRO 2026?
L’ISCRO 2026 è rivolta ai lavoratori autonomi titolari di una partita IVA attiva da almeno tre anni, iscritti alla Gestione Separata e che esercitano abitualmente un’attività di lavoro autonomo.
Tra i potenziali beneficiari dell’ISCRO rientrano diverse categorie di professionisti che esercitano abitualmente la propria attività sia in presenza che in smart working, dal copywriter al consulente aziendale, fino al grafico freelance.
Per accedere alla misura è però necessario dimostrare di aver subito una consistente riduzione del reddito rispetto agli anni precedenti.
Nel 2026 possono accedere all’indennità i lavoratori che non hanno presentato una richiesta nel 2024 e nel 2025. Possono inoltre presentare domanda coloro che avevano inoltrato la richiesta nelle precedenti annualità, ma non avevano ottenuto la prestazione perché la domanda era stata respinta oppure perché l’indennità era stata revocata fin dall’origine.
Sono invece esclusi dall’ISCRO 2026 i lavoratori autonomi che hanno già beneficiato dell’indennità nel 2024 o nel 2025. La normativa, infatti, stabilisce che la prestazione non possa essere richiesta nuovamente nel biennio successivo all’anno in cui è iniziata la fruizione. Il limite è quindi finalizzato a evitare che lo stesso beneficiario possa accedere alla misura in annualità consecutive o comunque troppo ravvicinate.
Oltre a rientrare nella platea dei destinatari, il richiedente deve possedere una serie di condizioni specifiche. In particolare, per ottenere l’ISCRO è necessario:
- Non essere titolare di un trattamento pensionistico diretto;
- Non risultare assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie al momento della presentazione della domanda;
- Non essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione per tutta la durata dell’ISCRO. La contemporanea fruizione delle due prestazioni può infatti determinare la decadenza dall’indennità;
- Aver conseguito, nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti. Per esempio, nel caso di una domanda presentata nel 2024, l’anno di riferimento è il 2023: il reddito prodotto in quell’anno deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nel 2021 e nel 2022;
- Aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito da lavoro autonomo non superiore a 12.000 euro. La soglia è soggetta ad aggiornamento annuale sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati;
- Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
- Essere titolare di una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda, relativamente all’attività che ha determinato l’iscrizione alla Gestione Separata presso la quale risulta assicurato;
- Autocertificare, in fase di richiesta, i redditi prodotti negli anni rilevanti ai fini del calcolo, qualora tali informazioni non siano già disponibili negli archivi dell’INPS.
Come presentare la domanda per l’ISCRO 2026?
La domanda per l’ISCRO 2026 può essere presentata attraverso il servizio “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” disponibile sul portale dell’INPS. La richiesta può essere inoltrata anche attraverso la pagina dedicata all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO).
La procedura si svolge interamente online e richiede al lavoratore di accedere alla propria area personale attraverso una delle credenziali riconosciute dall’Istituto, ovvero SPID, CIE, CNS o eIDAS. Una volta effettuato l’accesso, occorre individuare il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche e selezionare la voce relativa all’ISCRO.
A questo punto il richiedente deve verificare le informazioni già disponibili nei sistemi dell’INPS e, quando necessario, procedere con l’autocertificazione dei redditi relativi agli anni di interesse. Se i dati reddituali risultano già presenti negli archivi dell’Istituto, non sarà necessario inserirli nuovamente. Prima dell’invio è importante controllare attentamente tutte le informazioni riportate nella domanda, verificando che siano corrette e complete.
Chi necessita di assistenza nella compilazione può rivolgersi a un patronato, che può supportare il lavoratore nella predisposizione e nella trasmissione della richiesta. In alternativa, è possibile utilizzare il Contact Center Multicanale dell’INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa, gratuitamente, oppure il numero 06 164164 da rete mobile, con costi determinati dalla tariffa applicata dal proprio gestore.
La scadenza del 31 ottobre 2026 rappresenta quindi il termine entro il quale completare la procedura di richiesta. Per i lavoratori autonomi interessati è opportuno verificare con attenzione, prima dell’invio, sia il possesso dei requisiti sia la correttezza dei dati reddituali utilizzati per determinare l’accesso alla prestazione.
Scegli ora il nostro POS Portatile: comodato d'uso gratuito, nessun costo di attivazione e di installazione, accrediti in 24 ore su qualunque conto. Richiedi ora
