Aprire una tabaccheria rappresenta un’opportunità imprenditoriale interessante per chi desidera avviare un’attività stabile e diversificata. Tuttavia, oltre all’investimento economico iniziale, è necessario conoscere i requisiti richiesti dalla normativa e le procedure previste per ottenere le autorizzazioni necessarie.
Cos’è una tabaccheria?
Presenti in città e piccoli paesi, le tabaccherie sono tra le attività commerciali più diffuse sul territorio italiano e, grazie all’ampia gamma di prodotti e servizi offerti, rappresentano generalmente investimenti in grado di garantire entrate costanti.
Pur essendo storicamente associate alla vendita di sigarette e tabacchi, oggi questi esercizi svolgono un ruolo molto più ampio, diventando un vero e proprio punto di riferimento per cittadini e turisti.
All’interno di una tabaccheria è infatti possibile acquistare tabacchi lavorati, sigari, sigarette elettroniche autorizzate, valori bollati, gratta e vinci, biglietti delle lotterie, ricariche telefoniche, biglietti per autobus e mezzi pubblici, effettuare pagamenti di bollette, tributi e altri servizi di incasso convenzionati.
Una parte significativa dei prodotti commercializzati rientra tra i cosiddetti generi di monopolio, ossia beni la cui vendita è regolamentata e concessa esclusivamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
La rete di vendita dei generi di monopolio si articola in diverse tipologie di esercizi:
- Rivendite ordinarie: sono le classiche tabaccherie presenti nei centri abitati e facilmente riconoscibili dall’insegna con la “T”.
- Rivendite speciali: sono situate in luoghi caratterizzati da un intenso flusso di persone, come aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali, caserme o istituti penitenziari.
- Patentini: autorizzazioni rilasciate a bar o ad altre attività commerciali che possono vendere tabacchi rifornendosi dalla rivendita ordinaria più vicina, soprattutto nelle zone in cui il servizio non è sufficientemente coperto.
- Distributori automatici: installati dal rivenditore nelle immediate vicinanze del punto vendita e autorizzati secondo la normativa vigente.
Tutte queste forme di distribuzione sono disciplinate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che regola la vendita dei prodotti sottoposti a monopolio statale.
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Quali requisiti bisogna possedere per aprire una tabaccheria?
Poiché una tabaccheria commercializza prodotti soggetti al monopolio dello Stato, il primo requisito fondamentale è ottenere una licenza o concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), l’ente che disciplina l’apertura e l’assegnazione delle rivendite di generi di monopolio.
Le nuove rivendite vengono istituite attraverso procedure specifiche e nel rispetto dei criteri fissati dalla normativa, che tengono conto della popolazione residente, della distanza dalle altre tabaccherie e delle esigenze del servizio.
Oltre alla concessione, chi intende avviare l’attività deve aprire la propria partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente e presentare al Comune la comunicazione di avvio dell’attività secondo la disciplina prevista per gli esercizi commerciali.
Inoltre, il soggetto che ottiene l’assegnazione della rivendita è tenuto a frequentare uno specifico corso di formazione per tabaccai, obbligo previsto dall’art. 55, comma 2-quinquies, del D.L. 78/2010 e richiamato dalla stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Chi desidera entrare nel settore può scegliere due strade: acquistare una tabaccheria già avviata, subentrando nella gestione esistente, oppure partecipare alle procedure previste per ottenere una nuova rivendita e partire da zero.
La prima soluzione consente generalmente di acquisire un’attività già consolidata con una clientela fidelizzata, mentre la seconda richiede tempi più lunghi e il rispetto di tutti i criteri stabiliti dall’ADM.
Dal punto di vista giuridico, la tabaccheria deve essere gestita, salvo particolari eccezioni previste dalla legge, esclusivamente in forma di ditta individuale e non può essere organizzata come società. Oltre al titolare, possono operare all’interno dell’attività diverse figure:
- I coadiutori familiari: fino a un massimo di due, devono essere parenti entro il quarto grado o affini entro il terzo grado, possedere gli stessi requisiti richiesti al titolare e aver frequentato il corso di abilitazione professionale. La loro presenza è prevista principalmente per sostituire temporaneamente il titolare;
- L’assistente: è un dipendente assunto con qualsiasi tipologia contrattuale, che può svolgere le proprie mansioni soltanto in presenza del titolare o del coadiutore autorizzato e deve possedere i requisiti previsti dalla normativa di settore.
Quando il titolare si assenta per periodi prolungati, è necessario nominare un rappresentante, che opera in suo nome e per suo conto previa autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tale ruolo può essere ricoperto sia da un coadiutore familiare sia da un assistente oppure da un soggetto esterno all’attività.
La normativa prevede inoltre precisi criteri territoriali per l’apertura delle nuove rivendite. Nei comuni fino a 10.000 abitanti, ad esempio, è consentita l’istituzione di una tabaccheria ogni 1.500 residenti e, salvo specifiche eccezioni, la rivendita ordinaria più vicina deve trovarsi ad almeno 600 metri di distanza.
Per i comuni più grandi sono previsti ulteriori parametri minimi di distanza, pari a 300 metri nei comuni fino a 30.000 abitanti, 250 metri tra 30.001 e 100.000 abitanti e 200 metri nei comuni oltre i 100.000 abitanti, secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Quanto costa aprire una tabaccheria?
L’investimento necessario per aprire una tabaccheria può variare sensibilmente in base alla modalità di ingresso nel mercato, alla posizione del locale e alla tipologia di attività scelta.
Chi decide di ottenere una nuova concessione dovrà sostenere i costi relativi all’allestimento del negozio, all’acquisto degli arredi, dei registratori di cassa, del POS, dei sistemi di sicurezza, delle insegne, delle attrezzature informatiche e dell’eventuale distributore automatico autorizzato.
Se invece si opta per l’acquisto di una tabaccheria già avviata, l’investimento iniziale è generalmente più elevato perché comprende anche il valore dell’avviamento commerciale, della licenza, del magazzino e della clientela acquisita nel tempo. In molti casi il prezzo di vendita può partire da circa 100.000 euro e superare 300.000-500.000 euro per attività ben posizionate e con elevati volumi d’affari, mentre le realtà situate in grandi centri urbani possono raggiungere valori ancora superiori.
A queste spese occorre aggiungere i costi di gestione ordinaria, tra cui affitto del locale, utenze, personale, assicurazioni, consulenza fiscale, software gestionali e adempimenti amministrativi. È inoltre consigliabile prevedere una liquidità iniziale per affrontare le prime forniture e garantire la continuità operativa dell’attività.
Prima di procedere con l’investimento è opportuno consultare la documentazione ufficiale pubblicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, verificare la disponibilità di nuove rivendite sul territorio e richiedere il supporto di un commercialista o di un consulente specializzato, così da valutare con precisione costi, adempimenti e sostenibilità economica del progetto imprenditoriale.
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